Archive for the 'deejay' Category

Enrico Filippini

Mercoledì, Aprile 23rd, 2008

1) Come hai iniziato questa carriera e in che periodo?
Ho iniziato in radio nel 1974 (radio centrale di Ancona), con un programma di bluegrass e country, poi in discoteca, (ora x di Ancona) facendo le domeniche pomeriggio. Successivamente sono passato a Radio Arancia con un programma rock, ma visto che la discoteca mi impegnava molto (e soprattutto rendeva di più… a quei tempi le radio non è che pagassero molto, anzi…) mi sono concentrato solo sulle serate.
2) Come definisci il tuo genere, il tuo stile?
Non ho un genere particolare… essendo anche musicista, sin dalle prime volte che lavoravo in disco ho sempre cercato di mescolare le due cose, di creare come si può fare con gli strumenti, cercando anche di far ballare non solo il disco di moda, ma spaziando anche sulle mie conoscenze musicali (rock, jazz, funk..). A tal proposito nel 1978 al Tartaruga di Macerata, mi ero creato una consolle particolare dove ai piatti per i vinili univo sintetizzatore, batteria elettronica, un registratore a 8 piste ed effetti vari. In pratica mixavo i dischi con la musica live creata con questi strumenti (un anticipazione della musica house, esplosa poi nel 1987…). ecco, se devo definire il mio stile direi… 360 gradi musicali.
3) Parlaci delle tue collaborazioni.
Per quanto riguarda il lavoro di dj, ho avuto modo di suonare insieme a tanti colleghi, ma per non far torto a nessuno preferirei non elencarli (potrei dimenticarne qualcuno…). Con il mio lavoro attuale, quello di broadcasting (compongo musiche per tv e radio) collaboro tutt’ora con Mediaset, per la quale ho fatto, tra le piu’ importanti, la sigla del TG4, Studio Sport, musiche per varie Soap, spot pubblicitari per Publitalia, ed altre sonorizzazioni. Collaboro anche con la RAI, per la quale ho fatto tutte le sigle e gli spot di rete di radio2. Ho avuto modo di fare anche jingles di molti network radiofonici nazionali (Capital, 105, Dee Jay, RDS, Radio Montecarlo, Kiss Kiss, ed un centinaio di radio minori…).
4) Farai un ep… con tutti i tuoi lavori vecchi e magari nuovi e inediti?
Non penso di dover rimettere le mani su quello che ho fatto in precedenza. Sono cose che secondo me fanno parte del mio passato e non suonerebbero attuali. Anche se poi, a tal proposito, ho visto con stupore che continuano ad avere una vita propria: ho trovato delle inserzioni su e-bay che trattavano il mio disco “Bar code” come rarita’ dance rap.  Sono cose che in fondo fanno piacere…
5) Come vedi la situazione dei live e dei club in italia?
La situazione musicale è piuttosto messa male. Mi spiego: il live ha avuto un crollo notevole, ma questo è dovuto, secondo me, in parte dalla scarsa qualita’ delle proposte. Con la tecnologia, oggi chiunque non sia particolarmente stonato può fare del live. Bisogna tener conto che il musicista live deve combattere contro le versioni originali che i dj passano nei locali. Quindi, al pubblico deve dare qualcosa di piu’ e se non ha un gran carisma e bravura, la gente preferisce ascoltare il disco o il cd originale. Anche i club sono in un periodo di crisi. I numeri fatti nei ‘70 e ‘80 sono solo dolci ricordi. Ho notato che il pubblico ha vogli di ritornare a divertimenti più sani, magari nei bar all’aperto sulla spiaggia, o saltuariamente in location prestigiose (tipo le serate che ho fatto a villa buonaccorsi… una villa antica stupenda). Purtroppo i locali da ballo, anche per via della concorrenza, sono diventati troppo artefatti: cercano di farti divertire ad ogni costo, con ogni mezzo e questo secondo me rende tutto molto “di plastica”.
6) Parlaci dei tuoi live… (Hai un vocalist? Che musica metti? ecc…)
E qui arriviamo ad un punto delicato: so che qualcuno ha pensato che io combatta una guerra contro i vocalist, ma questo non è vero. Solo non sopporto quelli che parlano a sproposito e non dicono cose intelligenti.  Penso che la gente ne abbia le tasche piene di sentirsi urlare nelle orecchie quello che deve fare durante una serata (del tipo “alzate le mani” oppure “buttatevi a terra” o dabbenaggini del genere). Il miglior divertmento deve tornare ad essere la musica, sapientemente coadiuvata da un vocalist che non violenti le orecchie della gente. Chiusa questa parentesi, le mie serate si basano soprattutto sulla musica anni ‘70 ed un primo periodo degli ‘80, anche se poi, in occasioni particolari (vedi capodanno), non ho particolari problemi a fare anche cose attuali. Quello che cerco creare, è soprattutto un sound originale, inserendo anche cose che gli altri miei colleghi non passano. Uno dei più bei complimenti che ho ricevuto ultimamente da una ragazza (scozzese, credo) durante una serata e’ stato : “questa musica non l’ho mai sentita in altri locali…”. E visto che si divertiva molto, penso sia stato un complimento.
7) C’è un Paese dove preferisci esibirti?
Ho lavorato solo in Italia, non mi è mai interessato lavorare all’estero, anche per problemi di compatibilità con l’altro mio lavoro di cui sopra…
8) Appuntamenti per i tuoi fan?
Stiamo organizzando, con Andrea Filippini (mio nipote…) la terza serata “Party 70-80″ che dovrebbe svolgersi a fine Gennaio o inizi Febbraio a Lascensore, un locale ad Ancona. Con gli “E20 differenti” invece, dovremmo fare una serata per il carnevale in una delle locatio prestigiose di cui parlavo sopra (forse il Castello della Rancia a Tolentino). Saranno comunque informati delle date precise quando sarà il momento.
9) Novità per questo 2008?
Continuerò a collaborare con eventi differenti, per quanto riguarda le serate. L’ultima l’ho fatta a Capodanno in piazza a Macerata. Continuerà poi anche l’organizzazione di serate 70-80 con Andrea Filippini, e saltuariamente delle serate come ospite nei vari club marchigiani.

DJ LELE

Mercoledì, Agosto 1st, 2007

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Salve mi chiamo Emanuele, per gli amici Lele. Avevo 10 anni quando iniziai a suonare la tastiera, e già la passione per la musica era molta. Un bel giorno mentre ero in camera a sentire musica, involontariamente miscelai la fine di una canzone con l’inizio di un’altra, mi accorsi che nè usciva qualcosa di carino. Da li iniziò tutto il mio interesse per il mondo dei DJ. Cominciai a fare qualche festicciola, con strumentazione molto misera: due cd portatili e un mixer autocostruito, (grazie ai progetti della rivista “Nuova Elettronica”) l’amplificatore e le casse dello stereo di casa. Iniziai mettendo musica durante le feste di carnevale alla scuola media, poi arrivarono i primi compleanni, le lauree, fino a quando, nell’estate del ‘99 ecco la mia prima serata in discoteca. Agli esordi, i soldi erano pochi, andavo ancora a scuola, e quando mi capitava di andare a Civitanova, rimanevo per ore davanti ad un noto negozio per dj, sognando di poter avere le console, i piatti per i vinili, e i primi lettori cd professionali con il controllo di velocità che erano in vetrina. Sono stato sempre molto intraprendente, infatti per ovviare alla mancanza del controllo di velocità sui cd, quando la strumentazione era ancora “primitiva”, modificavo le canzoni in modo tale da farle stare tutte sugli stessi Bpm, suonando con lettori cd portatili era impossibile mettere le canzoni in battuta, ma con questo stratagemma riuscivo ugualmente a cavarmela. Con i primi guadagni comprai subito una bella coppia di Gemini (piatti per Vinile),grazie ai quali feci un grandissimo balzo in avanti sia in tecniche di passaggio tra le canzoni che in sckretch. Poi passai al digitale, con una coppia di Cdj della Pioneer. Da qualche anno a questa parte, grazie all’avvento dell’informatica sono passato anche a sfruttare il Pc per le mie performance, ma se dovessi scegliere, la mia preferenza cadrebbe sul Vinile che era, è, e rimarrà sempre il supporto numero uno, in quanto, con tale strumento la musica la puoi sentire e toccare. A Camerino, le possibilità per il mio hobby erano ben poche, la concorrenza era tanta, ma la possibilità mi fu data da un locale, un disco pub in cui riuscivo a proporre musica a 360°. Li imparai veramente il mestiere del Dj, che non è solo mettere a tempo i dischi, ma capire, in base alle persone che hai davanti, quale genere musicale proporre, come far riempire la pista, come riuscire a soddisfare le esigenze di un pubblico “misto”. Tutto qui, un’ultima cosa, che ritengo un consiglio per tutti quelli che, come me,sono ammaliati dal mondo dei Dj vogliono cominciare: Ragazzi, rimanete con la testa sulle spalle, cercate la qualità… e proponete sempre qualcosa di nuovo!! Un saluto a tutti da Dj LeLe.

Poldo Dj …storia di una passione.

Lunedì, Aprile 16th, 2007

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Con la nascita di una nuova generazione musicale proveniente dall’Inghilterra, caratterizzata da gruppi come Clash e Sex Pistols nasco io. E’ il 1976, anno in cui il punk influenza il panorama musicale europeo fino ai primi anni ’80. Vivendo a contatto con mio fratello Stefano, più grande di me, cresce in mezzo ai 33 giri e cassette di buona musica, attraverso i vari generi del momento spaziando dai Clash (London Calling) ai Depeche Mode (101 Live) e U2 (Boy), senza però trascurare gruppi per me fondamentali come gli Smiths di Morribey e gli House Martins di Norman Cook. Siamo nella metà degli anni ‘80 e una ventata di rinnovamento soffia sulle tendenze giovanili in Italia, ora non si associa più la musica con l’idea politica, ma diventa un fenomeno di costume e moda di vivere la vita, così ecco venir fuori i “paninari” che possiamo accostare a gruppi come Duran Duran e Spandau Ballet; la nascita dei “dark” rappresentati dai Bontrouse o da Cure, attualmente presenti. Nonostante la mia età, piuttosto giovane, questi modi di vedere la vita mi incuriosivano entrambi, e maggior ragione le tendenze musicali di questi due anni. Mi resi conto che la musica era la mia vera passione e all’età di 14 anni entrai come parte tecnica nella piccola radio del mio paese. Qui inizia a toccare mixer, piatti e vinili (e vi giuro che c’erano veramente tutti e di tutti i generi) dopo un anno circa mi venne dato dalla direzione uno spazio nel palinsesto radiofonico; tutti i mortali dalle 16 alle 18, un programma tutto mio dove mettevo un po’ di tutto, il cui titolo era “La Radio” che aveva come sigla l’anonimo brano di Finardi.
A differenza di questa canzone quella in cui mi trovavo io non era poi così libera, poiché come radio cattolica non gradiva determinate avanguardie musicali, ma io facevo finta di non sentire continuando a mandare ciò che a me piaceva veramente, e forse quella volta me ne andai proprio a cercare quando da quelle frequenze uscirono le note di Simpathy for the Devil degli Stones. La mia esperienza radiofonica si concluse così, durata globalmente un anno circa. Lo sconforto dell’uscita dalla radio durò ben poco, visto che entrai a contatto con un mondo che mi aveva sempre attratto, “La discoteca” con la consolle e tutte le sue luci;iniziai a lavorare nel piccolo Green Paradise di Camerino la domenica pomeriggio e in un secondo momento il sabato e il giovedì universitario affiancando altri DJ’S di maggiore esperienza.Fu così che nel 1994 all’età di 18 anni il mio caro amico”Caputo” rileva la gestione di un locale e così entro a far parte dello staff come “Resident Dj”.
Da quella data ha inizio il periodo d’oro del “Lemon the Juice” una squadra compatibile di professionisti e non che lavoravano divertendosi e facendo divertire le persone presenti, che può dimenticare quelle notti del sabato e mercoledì universitario… chi può dimenticare Fabio Renzetti e Stefano Vitanzi che sciabolavano la bottiglie al tavolo, o Alex in consolle Sara al bar… Andando avanti negli anni lavorando in vari locali della zona ho conosciuto DJ’s più o meno noti, alcuni grandi amici che porterò sempre nel cuore maestri dal punto di visto professionale, musicale ma soprattutto umano .

DJ FLAVIO CONTI …la mia vita a 128 battiti al minuto

Mercoledì, Febbraio 21st, 2007

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Tutto iniziò un pomeriggio di 11 anni fa…dentro casa non si sapeva cosa fare,perciò mi misi a rovistare tra i vecchi ricordi di mio padre, trovai delle vecchie borse impolverate con scritte che sponsorizzavano una radio (ormai di 28 anni fa) nella quale mio padre faceva il Disc Jockey, la radio si chiamava “F sound”. Aprii una di quelle borse e all’interno vi erano molti vinili degli anni ’60-’70, mi guardai attorno e vidi un vecchissimo giradischi della Pioneer…io presi il primo disco,attaccai la spina del giradischi, accesi l’impianto e per la prima volta poggiai la puntina sul disco. Vedendo per la prima volta quel disco girare e sentire il vero suono della musica credevo veramente di aver scoperto l’America…”altro che le cassette e i cd…” esclamai “questo è proprio un altro suono…!”.

Ebbene,io misi la mia mano sul vinile la prima volta a 8 anni…e da quel giorno non l’ho mai levata. Iniziai a studiare il disco solco dopo solco, man mano che andavo avanti presi confidenza nel trovare le parti cantate o soltanto le parti strumentali ed infine a sperimentare azioni di cueing (cioè nel mandare avanti ed indietro il disco in un solo punto per far sentire un preciso basso).

La musica entrò a far parte della mia vita. Non mi sono mai soffermato su un semplice ed unico genere musicale, del resto un dj (secondo la mia opinione) dovrebbe saper suonare tutti i tipi di musica (e come dice David Bowie “I’m a dj…I’m what I play”. Passarono 5 anni e nel frattempo non stavo come tutti i ragazzini “normali” davanti alla playstation, oppure al campetto di calcio…il mio mondo comprendeva la famiglia, le amicizie…anche il campetto da calcio…ma al primo posto c’era soltanto la musica. Un giorno io ed i miei amici dovevamo organizzare una festa, avevamo 13 anni e avevamo tutti voglia di ballare ma nessuno aveva la voglia di pagare un dj per la festa…allora per gioco mi organizzai e trovai un vecchio mixer della Bespeco senza equalizzatori al quale attaccai due semplici lettori per cd, presi l’impianto a casa e la festa fu un successone…anche se non avevo il regolatore di velocità o un semplice jog per mettere a tempo la musica la mia “prima consolle” mi diede tante soddisfazioni. Io ed un mio amico la battezzammo K-RRSV1000. Mio cugino (resident dj dell’Arabesk) venne a sapere della festa e mi fece una sorpresa organizzandomi una serata…e suonai per la prima volta in discoteca a 13 anni…piacqui molto al proprietario e mi fece suonare lì per 5 anni. Nel frattempo non suonai solo dentro quella discoteca, andai anche allo Chic a Rimini, all’Halfeus a Roma, all’NRG, ecc…ma mi divertivo tanto anche suonando a feste private come matrimoni, compleanni, feste di laurea…semplice e pura gavetta!

Credo che la musica sia una spinta per ognuno di noi, del resto a chi non piace la musica? Una carica positiva,di gioia, di sfogo, di ricordi, di emozioni, di svago…di amore…noi siamo la musica che ascoltiamo! La musica ci salva la vita (a volte anche un dee jay ci può salvare la vita…soprattutto se ha le “mani fatate”!!) come scrissero nel 2000 a New York B. Brewster e F. Broughton, Groove Press “Last Night A Dj Saved My Life”…semplicemente voto 10!

Sandro “PAKKONI” Pieroni DJ

Lunedì, Gennaio 8th, 2007

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La musica la mia passione, il ritmo la mia vita… la notte il mio mondo….”. fino a qualche anno fa sembrava questo il leit motiv che guidava le scelte professionali di Sandro Pieroni alias Pakkoni.
In realtà comincia a mixare quasi per gioco, tra una corsa e l’altra di motocross (altra grande passione comune a molti dj) e nei pomeriggi storici dell’Arcolabaleno si fa notare per la sua tecnica sopraffina – è ancora oggi uno dei pochi a far andare contemporaneamente due dischi sui piatti, con il cd è molto più semplice, alla stessa battuta – e per la sua scelta musicale.
Tanti i mix collezionati e miscelati, durante le serate, con gusto e soprattutto con una attenzione quasi maniacale alle richieste del pubblico da far ballare e divertire, sopra ogni cosa.
Per anni anima le notti del Fragile e dell’Imagine, in inverno, e delle Terme di Santa Lucia, in estate, tre discoteche di Tolentino, molto in voga negli anni ’80 e ’90. Qui si scopre ottimo vocalist dotato di una grande verve, di comunicabilità e soprattutto di molto humour. Comincia a sfruttare la sua voce anche per cantare dal vivo alcuni brani e non disdegna le percussioni per session molto coinvolgenti.
Notte dopo notte conquista un suo personale pubblico che lo segue nelle sue serate. Per diversi anni è stato dj resident al Tartaruga di Macerata dove, in particolare, conquista il mondo universatario grazie ad una scaletta che prevede dai classici dance anni ’70, alla musica per far festa, alle ultime novità.
Tante le serate che lo hanno visto protagonista nei suoi set live, dietro la consolle o al microfono e quindi come non citare la collaborazione con il Life di Civitanova Marche al fianco di Francesco Campetella. Ancora oggi è molto richiesto e anche se ha “appeso - per così dire - il mixer al chiodo” è un riferimento per il mondo della notte.Dotato di senso del ritmo, profondo conoscitore della musica dance, ama sonorità nuove che si rifanno alle grandi hit ed ai grandi interpreti del passato. Unisce il suo background di passione per la musica all’esperienza di dj selecter, dando vita ad un vulcano di creatività e ritmo. Per chi ha ballato la sua musica sa che è davvero facile perdersi con ritmi destrutturati, evoluti, atmosfere urbane, laptop music, alchimie acustiche, suggestioni vocali, affascinanti melodie. Funk, hip hop, downbeat, trovano nei sui mixaggi la sintesi più corretta nel territorio di confine tra le musiche e gli stili che appartengono al movimento della cosiddetta Club Culture di cui Sandro Pieroni, nella nostra zona è il “Re Genio” assoluto.