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La musica vive anche senza Major!

Sabato, Settembre 9th, 2006

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Il live, dunque, è l’unica fonte di guadagno e occasione di sostentamento per le autoproduzioni che devono trovare altri canali alla circolazione “ufficiale”.

Lo dicono i sempre più numerosi autori che, tolti di mezzo gli intermediari tradizionali, spingono ciò che producono in rete, trasformando il processo creativo in una collaborazione a tutto campo.

La musica alternativa (al copyright) esiste già, e prolifera ogni giorno di più. Aumentano, dunque, le etichette copyleft che pubblicano musica ed espongono sui loro scaffali virtuali. C’è di tutto: grunge, sperimentazioni, elettronica, campionamenti a gogo ma anche musica di protesta, impegno civile, qualità e, forse, più di un talento.

Le loro opere sono tutte lì, pronte per essere ascoltate en passant o scaricate (singoli ed album hanno sempre copertine e retro). La lotta quotidiana di artisti e produttori è contro copyright e sfruttamenti dai contorni diversi.

Il progetto non deve però restare confinato in uno spazio virtuale, perderebbe tutto il suo spirito innovativo, chiaramente il web resterebbe il centro focale della attività ma i concerti live rappresentano concretamente il punto di arrivo.

L’obiettivo è fondamentalmente quello di far incontrare il pubblico con gli artisti perchè il live è l’unica fonte di guadagno e occasione di sostentamento per le autoproduzioni che devono trovare altri canali alla circolazione “ufficiale”.

Nel loro viaggio quotidiano, i musicisti incontrano limiti alla circolazione del loro talento (eventuale) e delle loro idee (in musica), limiti creati proprio dal meccanismo di selezione (”non naturale”) delle grandi case discografiche.

Dunque, perchè sottostare al giudizio inappellabile di manager e regole di mercato, quando con la rete “possiamo comunque far passare il nostro messaggio attraverso la musica?”.

“L’autopirateria è la scelta che hanno fatto per distribuire i loro cd che sono gratuiti, quindi scaricateli, copiateli e diffondeteli il più possibile. A proposito: questa è una scelta ben ponderata, quindi abbandonate da subito l’equazione regalato=bassa qualità”.

Fabio da Bar.it