Archive for Aprile, 2007

Poldo Dj …storia di una passione.

Lunedì, Aprile 16th, 2007

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Con la nascita di una nuova generazione musicale proveniente dall’Inghilterra, caratterizzata da gruppi come Clash e Sex Pistols nasco io. E’ il 1976, anno in cui il punk influenza il panorama musicale europeo fino ai primi anni ’80. Vivendo a contatto con mio fratello Stefano, più grande di me, cresce in mezzo ai 33 giri e cassette di buona musica, attraverso i vari generi del momento spaziando dai Clash (London Calling) ai Depeche Mode (101 Live) e U2 (Boy), senza però trascurare gruppi per me fondamentali come gli Smiths di Morribey e gli House Martins di Norman Cook. Siamo nella metà degli anni ‘80 e una ventata di rinnovamento soffia sulle tendenze giovanili in Italia, ora non si associa più la musica con l’idea politica, ma diventa un fenomeno di costume e moda di vivere la vita, così ecco venir fuori i “paninari” che possiamo accostare a gruppi come Duran Duran e Spandau Ballet; la nascita dei “dark” rappresentati dai Bontrouse o da Cure, attualmente presenti. Nonostante la mia età, piuttosto giovane, questi modi di vedere la vita mi incuriosivano entrambi, e maggior ragione le tendenze musicali di questi due anni. Mi resi conto che la musica era la mia vera passione e all’età di 14 anni entrai come parte tecnica nella piccola radio del mio paese. Qui inizia a toccare mixer, piatti e vinili (e vi giuro che c’erano veramente tutti e di tutti i generi) dopo un anno circa mi venne dato dalla direzione uno spazio nel palinsesto radiofonico; tutti i mortali dalle 16 alle 18, un programma tutto mio dove mettevo un po’ di tutto, il cui titolo era “La Radio” che aveva come sigla l’anonimo brano di Finardi.
A differenza di questa canzone quella in cui mi trovavo io non era poi così libera, poiché come radio cattolica non gradiva determinate avanguardie musicali, ma io facevo finta di non sentire continuando a mandare ciò che a me piaceva veramente, e forse quella volta me ne andai proprio a cercare quando da quelle frequenze uscirono le note di Simpathy for the Devil degli Stones. La mia esperienza radiofonica si concluse così, durata globalmente un anno circa. Lo sconforto dell’uscita dalla radio durò ben poco, visto che entrai a contatto con un mondo che mi aveva sempre attratto, “La discoteca” con la consolle e tutte le sue luci;iniziai a lavorare nel piccolo Green Paradise di Camerino la domenica pomeriggio e in un secondo momento il sabato e il giovedì universitario affiancando altri DJ’S di maggiore esperienza.Fu così che nel 1994 all’età di 18 anni il mio caro amico”Caputo” rileva la gestione di un locale e così entro a far parte dello staff come “Resident Dj”.
Da quella data ha inizio il periodo d’oro del “Lemon the Juice” una squadra compatibile di professionisti e non che lavoravano divertendosi e facendo divertire le persone presenti, che può dimenticare quelle notti del sabato e mercoledì universitario… chi può dimenticare Fabio Renzetti e Stefano Vitanzi che sciabolavano la bottiglie al tavolo, o Alex in consolle Sara al bar… Andando avanti negli anni lavorando in vari locali della zona ho conosciuto DJ’s più o meno noti, alcuni grandi amici che porterò sempre nel cuore maestri dal punto di visto professionale, musicale ma soprattutto umano .

“Tony Gazzosa” … una vita per la musica!

Lunedì, Aprile 16th, 2007

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Tonino Tantari, meglio conosciuto come Tony Gazzosa, è sicuramente da piu’ di 30 anni il personaggio piu’ attivo e rappresentativo del panorama musicale dell’alto maceratese. Batterista versatile dalla folta chioma bionda e con un debole per il rock blues, è una costante fissa negli eventi e nei festival musicali della zona mettendo sempre a disposizione la sua strumentazione e amplificazione, collaborando attivamente anche sul piano organizzativo. Ad esempio ricordiamo i concerti del primo maggio ‘05 e ‘06 al castello di Lanciano, “Note di Pop” la reunion delle band storiche e non del maceratese svoltasi a Camerino l’anno scorso, tutte le edizioni del festival per nuovi talenti SARANNO FAMOSI, e lo storico FESTIVAL ROCK dal ‘91 al ‘95 sempre a Camerino.

Figura centrale di numerosissime formazioni vanta un vastissimo numero di esibizioni live. Le band piu’ importanti da lui fondate riordiamo in particolare Pancetta e Brodaglia Blues Band, The Old Tennis Shoes, e i Tony & the Southern Rockers.

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Pancetta e Brodaglia Blues Band nasce nel 1977 (Tony, Gianluca Salvi e Giovanni Eposto. Gruppo abbastanza tipico per l’epoca, dimostrava una estrema vocazione live presentando al suo pubblico canzoni originali in stile Blues. Fino ai primi anni ‘80 i tre mantennero una notevole attivita’ concertistica.

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Dopo un periodo di incertezza nella scena musicale locale, nel 1988 Tony fonda gli Old Tennis Shoes eredi ideali della precedente formazione grazie sia alle affinita’ musicali che a quelle di impostazione. Il loro repertorio si basa su un energico Rock-Blues classico, caratterizzato da un sound moderno e studiato. Anche questa formazione ha espresso il meglio di se’ calcando i palchi e facendo conoscere e apprezzare agli appassionati e non, il Rock-Blues americano e inglese.

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Ultimo colpo mandato a segno energicamente da Tony sono i suoi Southern Rockers. Band formata da ben sette elementi (3 chitarre, basso, batteria, tastiera e voce) è capace di ricreare un impatto sonoro complesso e ribelle dei Lynyrd Skynyrd ma anche interpretare egregiamente le ampie melodie riflessive del soul Americano.

Sicuramente questa non sara’ l’ultima compagine musicale capitanata da Tony e d’altra parte possiamo star sicuri che continuera’ a regalarci tante emozioni, belle serate insieme e molti altri festival e incontri di vera e pura musica live.

…musica che passione!

Giovedì, Aprile 5th, 2007

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Il mondo della musica è uno tra i più affascinanti, discussi, ambiti e talvolta grotteschi, che ci siano. Le persone che ne fanno parte, infatti, sono di natura, idee e tradizioni diverse, artisti o mercenari, ciarlatani o maestri, professionisti del settore o semplici amatori, quasi tutti hanno in comune la stessa base di partenza: una chitarra classica dal valore di circa 20.000 lire (in euro non te la quotano nemmeno..), sei corde rimediate col filo da pesca del fratello maggiore e tanta voglia di conquistare la compagna di banco. I primi e sofferti calli ai polpastrelli introducono il novello musicista in un mondo di note e accordi, scale e stornelli ma solo superato l’acerrimo scoglio del barrè, egli sarà in grado di ampliare la sua playing list, fino a quel momento limitata al giro di do e ‘la canzone del sole’ (la prima, la più amata!).Un accenno di barba e una buffa capigliatura in crescenza, terribile per le persone ricce, contribuiranno a dar spessore alla bravura e caratura professionale, mentre la compagna di banco se la fila col tipo ‘ingellato’ col motorino nuovo. Ovviamente è una generalizzazione, visto che modi e strumenti per approcciarsi a questo mondo ne esistono davvero tanti, anche se il minimo comune denominatore rimane comunque un colorito mix di narcisismo, passione e vena artistica, voglia di rivalsa, talento, poesia e sesso promiscuo!.Ciò che resta divertente è scorgere questa legge come dogma universale, e vedere l’interpretazione che poi a seconda della tipologia e del genere musicale al quale si appartiene sfocia in comportamenti ai limiti del fanatismo e emulazione..Lavorando nel settore, a contatto quindi con musicisti e addetti ai lavori di ogni genere, mi sono accorto ad esempio della differenza di come gesticola un musicista jazz da uno metal, dai gusti culinari differenti tra un rasta e un musicista classico, dai colori politici che differenziano un dark da un punk. Insomma, la musica condiziona poi la vita di chi ad essa si dedica, inconsapevolmente a volte, altre in maniera forzata, illimitatamente nel tempo o circoscritta ad una tenera età. Vi siete mai chiesti perché il metallaro fa sempre la faccia cattiva e il seguace di Bob Marley ha l’espressione beata da post-orgasmo, o ancora il rapper se ne sta con le mani nei tasconi e quello di musica classica ha l’alito cattivo? Insomma, come accade tra familiari, anche gli appassionati di musica finiscono per assomigliarsi ed avere comportamenti simili a seconda della fede e dello stile che hanno scelto.Sì perché la musica è espressione, ed ogni genere musicale enfatizza uno o più aspetti della sfera umana, dai più bassi istinti alla più alta ricerca spirituale. Ciò che a volte fa sorridere è la standardizzazione, tipica dei più giovani ma non escludibile ai più grandi, a modelli e costumi ben decodificati e chiari, nella quale il soggetto è quasi costretto dentro i dettami della fede alla quale appartiene, talvolta mascherando e negando le proprie virtù in funzione della bandiera musicale che rappresenta, dipendendo da essa per scelte politiche, etiche o sessuali.Se è vero che l’abito non dovrebbe fare il monaco dunque, a mio avviso neanche il genere di musica che si preferisce dovrebbe essere in grado di intervenire nella sfera personale e decisionale dell’individuo, ma di fatto lo è. Il bello di tutto ciò è che certe uniformazioni generano luoghi comuni, e questi ultimi hanno in risposta le stesse forme di ribellione e protesta che le hanno poi generate. Un paradosso? Forse…mentre riflettete e meditate sull’argomento, consiglio un bel brano di sottofondo di Christina Aguilera perché la musica non so, ma di certo la gnocca ci mette sempre tutti d’accordo!

Paolo Ojetti