
1) Come hai iniziato questa carriera e in che periodo?
Ho iniziato in radio nel 1974 (radio centrale di Ancona), con un programma di bluegrass e country, poi in discoteca, (ora x di Ancona) facendo le domeniche pomeriggio. Successivamente sono passato a Radio Arancia con un programma rock, ma visto che la discoteca mi impegnava molto (e soprattutto rendeva di più… a quei tempi le radio non è che pagassero molto, anzi…) mi sono concentrato solo sulle serate.
2) Come definisci il tuo genere, il tuo stile?
Non ho un genere particolare… essendo anche musicista, sin dalle prime volte che lavoravo in disco ho sempre cercato di mescolare le due cose, di creare come si può fare con gli strumenti, cercando anche di far ballare non solo il disco di moda, ma spaziando anche sulle mie conoscenze musicali (rock, jazz, funk..). A tal proposito nel 1978 al Tartaruga di Macerata, mi ero creato una consolle particolare dove ai piatti per i vinili univo sintetizzatore, batteria elettronica, un registratore a 8 piste ed effetti vari. In pratica mixavo i dischi con la musica live creata con questi strumenti (un anticipazione della musica house, esplosa poi nel 1987…). ecco, se devo definire il mio stile direi… 360 gradi musicali.
3) Parlaci delle tue collaborazioni.
Per quanto riguarda il lavoro di dj, ho avuto modo di suonare insieme a tanti colleghi, ma per non far torto a nessuno preferirei non elencarli (potrei dimenticarne qualcuno…). Con il mio lavoro attuale, quello di broadcasting (compongo musiche per tv e radio) collaboro tutt’ora con Mediaset, per la quale ho fatto, tra le piu’ importanti, la sigla del TG4, Studio Sport, musiche per varie Soap, spot pubblicitari per Publitalia, ed altre sonorizzazioni. Collaboro anche con la RAI, per la quale ho fatto tutte le sigle e gli spot di rete di radio2. Ho avuto modo di fare anche jingles di molti network radiofonici nazionali (Capital, 105, Dee Jay, RDS, Radio Montecarlo, Kiss Kiss, ed un centinaio di radio minori…).
4) Farai un ep… con tutti i tuoi lavori vecchi e magari nuovi e inediti?
Non penso di dover rimettere le mani su quello che ho fatto in precedenza. Sono cose che secondo me fanno parte del mio passato e non suonerebbero attuali. Anche se poi, a tal proposito, ho visto con stupore che continuano ad avere una vita propria: ho trovato delle inserzioni su e-bay che trattavano il mio disco “Bar code” come rarita’ dance rap. Sono cose che in fondo fanno piacere…
5) Come vedi la situazione dei live e dei club in italia?
La situazione musicale è piuttosto messa male. Mi spiego: il live ha avuto un crollo notevole, ma questo è dovuto, secondo me, in parte dalla scarsa qualita’ delle proposte. Con la tecnologia, oggi chiunque non sia particolarmente stonato può fare del live. Bisogna tener conto che il musicista live deve combattere contro le versioni originali che i dj passano nei locali. Quindi, al pubblico deve dare qualcosa di piu’ e se non ha un gran carisma e bravura, la gente preferisce ascoltare il disco o il cd originale. Anche i club sono in un periodo di crisi. I numeri fatti nei ‘70 e ‘80 sono solo dolci ricordi. Ho notato che il pubblico ha vogli di ritornare a divertimenti più sani, magari nei bar all’aperto sulla spiaggia, o saltuariamente in location prestigiose (tipo le serate che ho fatto a villa buonaccorsi… una villa antica stupenda). Purtroppo i locali da ballo, anche per via della concorrenza, sono diventati troppo artefatti: cercano di farti divertire ad ogni costo, con ogni mezzo e questo secondo me rende tutto molto “di plastica”.
6) Parlaci dei tuoi live… (Hai un vocalist? Che musica metti? ecc…)
E qui arriviamo ad un punto delicato: so che qualcuno ha pensato che io combatta una guerra contro i vocalist, ma questo non è vero. Solo non sopporto quelli che parlano a sproposito e non dicono cose intelligenti. Penso che la gente ne abbia le tasche piene di sentirsi urlare nelle orecchie quello che deve fare durante una serata (del tipo “alzate le mani” oppure “buttatevi a terra” o dabbenaggini del genere). Il miglior divertmento deve tornare ad essere la musica, sapientemente coadiuvata da un vocalist che non violenti le orecchie della gente. Chiusa questa parentesi, le mie serate si basano soprattutto sulla musica anni ‘70 ed un primo periodo degli ‘80, anche se poi, in occasioni particolari (vedi capodanno), non ho particolari problemi a fare anche cose attuali. Quello che cerco creare, è soprattutto un sound originale, inserendo anche cose che gli altri miei colleghi non passano. Uno dei più bei complimenti che ho ricevuto ultimamente da una ragazza (scozzese, credo) durante una serata e’ stato : “questa musica non l’ho mai sentita in altri locali…”. E visto che si divertiva molto, penso sia stato un complimento.
7) C’è un Paese dove preferisci esibirti?
Ho lavorato solo in Italia, non mi è mai interessato lavorare all’estero, anche per problemi di compatibilità con l’altro mio lavoro di cui sopra…
Appuntamenti per i tuoi fan?
Stiamo organizzando, con Andrea Filippini (mio nipote…) la terza serata “Party 70-80″ che dovrebbe svolgersi a fine Gennaio o inizi Febbraio a Lascensore, un locale ad Ancona. Con gli “E20 differenti” invece, dovremmo fare una serata per il carnevale in una delle locatio prestigiose di cui parlavo sopra (forse il Castello della Rancia a Tolentino). Saranno comunque informati delle date precise quando sarà il momento.
9) Novità per questo 2008?
Continuerò a collaborare con eventi differenti, per quanto riguarda le serate. L’ultima l’ho fatta a Capodanno in piazza a Macerata. Continuerà poi anche l’organizzazione di serate 70-80 con Andrea Filippini, e saltuariamente delle serate come ospite nei vari club marchigiani.