Intervista a Paolo Belli!
Lunedì, Febbraio 16th, 2009D: Hai smesso di rubare le biciclette?
R: la battuta sarebbe facile: adesso rubo i motorini. Calcola che al tempo dei ladri avevo il sogno che si ha da bambino e pensavo che tutto questo non sarebbe mai accaduto. Tutto iniziò in maniera goliardica in una birreria fra amici musicisti e amanti della musica; oggi è diventato un impegno importante a cui ti devi dedicare con professionismo.
D: sentendo le prove ho notato una cura maniacale negli stacchi della sezione fiati e del resto dell’orchestra funky jazz R: oggi non devi lasciare nulla al caso, però bisogna rimanere con la giusta dose di pazzia e managerialità. Solo on the road siamo 29 persone senza contare le persone in ufficio e gli esterni. Adesso capisci che devi prepararti molto
Devi cercare di essere un grande professionista.
Una volta facevo il ladro di biciclette, oggi vivo bene
D: perché in Italia non si riesce a vivere di musica?
R: perché non c’è cultura politica. Una volta Maradona disse che nel calcio avrebbero dovuto detenere il potere i calciatori. Non c’è una legge che tuteli la musica, non c’è rispetto per i musicisti. Gli stessi discografici non sono mai stati musicisti e non hanno quella passione che la gente riconosce immediatamente. D: Salta subito all’occhio la tua grande forza di conduzione della band R: Più che altro è la consapevolezza di essere un privilegiato, così cerco di fare il mio lavoro al meglio. La musica dicono che sia stata inventata dai francesi invece l’abbiamo inventata noi.
D: A che cosa ti ispiri quando devi preparare uno spettacolo? R: Il ruolo fondamentale lo gioca sempre il pubblico. La storia insegna che è necessario assecondare la volontà di chi ti segue con tanto affetto. Poi, con tutta la band andiamo spesso ai concerti dei colleghi perché confrontarsi è sempre positivo.
D: L’attuale situazione economica non è certamente di aiuto alla musica; sembra che manifestazioni come questa di Cupramontana e le sagre di paese in generale siano tra le poche occasioni di relazionarsi con il pubblico R: Per fortuna le persone hanno ancora voglia di condividere una serata in compagnia; credo che in questo la musica sia ancora una grossa fonte di aggregazione sociale.
a cura di Stefano Renzetti






